Salta al contenuto principale
Versisognanti

Tempo Inventato

Il tempo si inventa una lingua nuova
per descrivere le ombre dei minuti perduti,
fruscianti come foglie in un orologio spento.
Con sillabi di pendolo e suoni stanchi
costruisce parole che odorano di pioggia
e mischia tic-tac in un alfabetario di velluto.
Ogni vocale è una falce che taglia il silenzio,
consonanti che hanno memoria di secondi sfuggiti,
e la grammatica si piega al respiro del quadrante.
Così il tempo parla a chi ascolta, non a chi conta,
e leco della lingua nuova resta nel palmo della notte,
fino a quando la luce ricompone i minuti che tornano.

Altre poesie