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Versisognanti

Ponti di silenzio

Il silenzio si allunga, sottile come un filo,
tra una stella caduta e la finestra dell’hotel deserto,
non canta, ma apre un contatto.
Il vetro accoglie una scia di luce, fredda e tenera,
la stella resta ferma nel buio, per un attimo,
e il ponte invisibile si tende tra loro.
La stanza è mare di silenzi, porte chiuse, luci spente,
la finestra respira come vela di un rimpianto,
e il ponte trattiene la parola che non arriva.
All’alba il peso della luce si posa sul vetro,
il silenzio resta un ponte che tiene ciò che è stato,
e l’hotel deserto apprende il primo respiro della luce.

Spiegazione

Questo testo poetico si configura come una meditazione sulla natura dell’assenza e sulla funzione catalizzatrice del silenzio. Lungi dall’essere un mero vuoto acustico, il silenzio qui è elevato a elemento narrativo attivo, capace di “aprire un contatto” e sostenere una struttura metafisica: il ponte. La poesia opera su una dialettica tra ciò che è visibile (il vetro, la luce) e ciò che è intangibile ma esistenziale (la parola non detta, il ricordo).

Il nucleo simbolico si articola nella relazione tra la “stella caduta” e la “finestra dell’hotel deserto.” La stella rappresenta l’evento ephemerale, la bellezza distante, forse un passato irrecuperabile. La finestra, al contrario, è il confine tra l’interno (l’io, lo stato di sospensione) e l’esterno (il tempo che passa). Il “ponte invisibile” che si tende tra questi due elementi non è una soluzione fisica, ma la manifestazione poetica del legame emot

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