L’ultima luce tremola sul quadrante, il pendolo sospira, ma non batte il ritmo. Il meccanismo, stanco, rifiuta di cantare l’ora, e l’istante resta sospeso tra ombre e attese. La stanza trattiene il respiro nessuna campana. La notte sfiora il vetro con un soffio di freddo. Fuori, una luna discreta osserva il silenzio nascere, e l’orologio decide di tacere, senza chiedere scusa.